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Differenza tra SEO On-page e Off-page: guida all'ottimizzazione

Pubblicato da Enrico Zottis il 21-mar-2019 11.41.05 in SEO

Chiunque si occupi di gestire un sito internet per conto di un’azienda o di seguire le attività di marketing (sia digitale che tradizionale) si sarà trovato molto spesso a sentir parlare dell’importanza della SEO per potersi posizionare sui motori di ricerca. E altrettanto spesso, avrà sentito collaboratori e partner digitali fare una distinzione tra SEO On-page e SEO Off-site.

Ti sembreranno termini strani e che ti fanno venire il mal di testa perché così lontani dalla tua quotidianità.

In realtà non si tratta di concetti così assurdi e incomprensibili, ma anzi, sono molto più vicini alle persone che alle macchine di quanto pensi.

Ti sembra qualcosa di troppo complicato? Niente paura, ora ti spieghiamo tutto passo passo!

SEO On-page: come sta il tuo sito?

Con SEO On-page o SEO On-site ci riferiamo a tutte quelle azioni di ottimizzazione fatte direttamente all’interno del sito e che permettono a Google di leggerne correttamente il contenuto e indicizzarlo.

Ad esempio, pensiamo a elementi come:

  • meta tag (title, description, H1, H2, H3)

  • link interni

  • immagini

  • URL

  • keyword (ricerca, posizionamento, densità)

  • codice

  • organizzazione dei contenuti 

Prima di mettere mano a tutto questo, si parte di solito da una analisi del sito e della sua situazione attuale, da una analisi dei competitor e delle parole chiave che utilizzano per posizionarsi.

Ci sono però anche altri aspetti che contribuiscono a rendere un sito ottimizzato per il web, che sono l’esperienza dell’utente e la qualità dei contenuti.

Ma andiamo con ordine e vediamo ora più nel dettaglio ciascuna macro area:

SEO tecnica

Qui ci addentriamo nello specifico, in quella parte più “recondita” che riguarda tutti quegli aspetti relativi al codice del sito, non visibili dall’utente ma presi in considerazione da Google come fattori di ranking. Eccone qui alcuni:

  • contenuti duplicati: pagine con URL diverso  ma contenuto uguale che penalizzano il posizionamento e creano il fenomeno della cannibalizzazione (più pagine dello stesso sito che competono per posizionarsi con la stessa keyword e hanno contenuti molto simili);

  • link interni: una corretta organizzazione dei contenuti del sito e la loro correlazione tramite una rete di link interni aiutano a creare un percorso di approfondimento per il lettore. Il risultato? Maggiore permanenza sul sito e aumento delle visite ad altre pagine;

  • meta tag: sono titolo e descrizione della pagina che appaiono nella SERP di Google. Mentre il title dovrebbe riassumere in modo conciso il contenuto della pagina e includere una keyword, la description è un fattore di ranking indiretto: il suo scopo primario è infatti quello di anticipare il contenuto della pagina e invogliare l’utente a visitarla. La description influisce quindi sul Click Through Rate, la percentuale di click ottenuti. In altri termini, un CTR elevato viene valutato positivamente da Google e aiuta il posizionamento;

  • file robots: si tratta di un file di testo che indica ai motori di ricerca quali pagine inserire tra i risultati;

  • sitemap: la mappa del sito serve a segnalare a Google tutti i contenuti del sito, così da facilitare il motore di ricerca nel posizionamento. E’ importante che la sitemap sia compilata correttamente e che vi compaiano le url giuste;

  • microdati: particolari meta tag che descrivono nel dettaglio il contenuto di una pagina e che creano i cosiddetti rich snippet, cioè quei risultati delle ricerche composti da title, url e description, con l’aggiunta di informazioni aggiuntive come la gerarchia della pagina all’interno del sito, punteggi, recensioni, eventi, ricette, ecc. Oltre a incidere positivamente sulla percentuale di clic, aiutano anche la lettura da parte del motore di ricerca;

  • privacy, normativa sui cookie e informazioni sull’azienda: oltre ad essere necessarie dal punto di vista legislativo, la pagina della privacy, le informazioni su indirizzo e Partita IVA e la cookie law influiscono sull’autorevolezza del dominio.

Ora: questi sopra elencati sono solo alcuni degli aspetti tecnici della SEO da curare per una strategia di ottimizzazione vincente; la lista è davvero lunga e in continua evoluzione anche per via dei continui aggiornamenti che Google apporta al suo algoritmo, croce e delizia di ogni SEO Specialist.

L’esperienza utente

Cosa ti aspetti da un sito? Molto probabilmente che si possa navigare in modo semplice e intuitivo, senza doverci pensare troppo. Ecco, devi sapere che il tuo prospect si aspetta lo stesso quando visita il sito aziendale: l’utente deve capire subito come funziona il sito, come si naviga e dove trovare ciò che gli interessa.

Sembra qualcosa di complicato, ma si basa in realtà su dei fattori piuttosto semplici:

  • organizzazione dei contenuti e dei flussi logici interni al sito, che se gestiti in modo razionale permettono al lettore di accedere in modo intuitivo ai contenuti velocemente;

  • formattazione e gerarchia dei contenuti: utilizzo di grassetti ed elenchi all’interno dei testi, così come dei titoli H1, H2 e H3 per la suddivisione dei contenuti in paragrafi, facilitano la lettura per l’utente e aiutano anche i motori di ricerca a scandagliare il contenuto e posizionarlo nelle SERP;

  • menu di navigazione user friendly, facili da comprendere e navigare, che permettano all’utente di capire sempre dove si trova e come muoversi tra le pagine del sito;

  • velocità di caricamento delle pagine: lo sapevi che se il tuo sito ci mette più di 4 secondi a caricare, oltre il 25% degli utenti abbandona la pagina? Puoi testare la velocità di caricamento delle pagine del tuo sito da desktop e mobile con lo strumento gratuito Google Page Speed Insights, che assegna un punteggio in una scala da 1 a 100 e dà anche eventuali suggerimenti per migliorare le performance del sito;

  • grafica responsive: il sito deve essere ottimizzato per l’utilizzo da dispositivi mobile come smartphone e tablet, deve cioè avere una grafica capace di adattarsi a schermi di diverse dimensioni e garantire un’esperienza utente ottimale, tanto quanto la navigazione da desktop.

Content

Potremmo anche aver creato l’ambiente perfetto in cui far sentire l’utente a proprio agio, ma senza dei contenuti ottimizzati avremo poche chance di farlo rimanere sul sito e ottenere delle conversioni!

Ottimizzare i contenuti significa applicare il giusto mix tra utilizzo di parole chiave e scrittura di qualità. In termini più semplici:

  • individuare le keyword giuste per cui posizionarsi; l’idoneità o meno delle keyword va valutata sulla base di diversi parametri tra cui: volumi di ricerca, difficoltà e numero di pagine già presenti in Google per una determinata keyword;

  • utilizzare la SEO semantica, cioè quel ramo della SEO che si basa sull’intento di ricerca degli utenti e sulla correlazione fra concetti per migliorare il posizionamento. Si tratta di accortezze piuttosto semplici come l’uso dei sinonimi e contrari, che aiutano i motori di ricerca a capire il significato del contenuto e a contestualizzarlo, per fornire agli utenti le risposte più adatte alle loro domande;

  • scrivere pensando all’intento di ricerca dell’utente, la naturale conseguenza del punto precedente: testi banali e infarciti di parole chiave non funzionano più, devi essere originale, utile e coinvolgente, pensando in primis a chi leggerà i tuoi testi;

  • fare attenzione alla lunghezza dei contenuti: testi ben sviluppati aiutano sia a guadagnare posizioni nella SERP di Google che a creare fiducia nell’utente. Bisogna essere esaustivi ma sempre mantenendo un tono leggero, per quanto possibile. Tieni a mente che spesso gli utenti sul web hanno fretta e una scarsa soglia di attenzione, quindi devi riuscire a rispondere alle loro domande in breve ed essere coinvolgente.

SEO Off-page: fai parlare di te sul web

La SEO Off-page, anche nota come SEO off-site, riguarda invece le azioni compiute fuori dal sito con l’obiettivo di generare una rete di link di ritorno di qualità. Questi link devono provenire da altri siti autorevoli e affini al nostro per argomenti trattati.

Come ottenerli? Ci sono varie attività che possiamo intraprendere:

  • Link building

  • Digital PR (comunicati stampa, influencer marketing, pubbliredazionali, ecc)

  • Social media marketing

  • Guest posting

Questi link possono essere ottenuti in modo più o meno naturale (link building/link earning).

Se ad esempio abbiamo un’azienda che tratta ricambi per la meccanica di precisione, un backlink di qualità per noi potrebbe essere quello proveniente da una rivista online di settore. In questo caso il vantaggio è duplice: da un lato aiutiamo la SEO con la creazione di un link al nostro sito, dall’altro facciamo brand awareness, facendoci conoscere ad un pubblico qualificato e potenzialmente interessato.

Un’altra eventualità è invece quando il nostro contenuto è talmente interessante e utile che le persone lo condividono spontaneamente attraverso blog e social.

Ma attenzione, perché in questo caso il link earning può diventare un’arma a doppio taglio: dobbiamo sempre prestare attenzione al profilo dei link, cioè alla loro provenienza per essere sicuri che vengano da siti di qualità ed evitare che  vadano a minare l’autorità del nostro dominio.

Come verificare quantità e qualità dei backlink? Attraverso suite a pagamento apposite come SEMRush, SEOZoom e Majestic SEO, che anche noi di Meta Line utilizziamo quotidianamente nel nostro lavoro.

Secondo lo studio Search Engine Ranking Factors di Moz, autorità in campo SEO, la SEO Off-Page riveste un peso superiore al 50% nei fattori di ranking di un sito.

Tieni presente che i fattori presi in considerazione da Google non vengono resi completamente espliciti nemmeno dallo stesso motore di ricerca di Mountain View. Alcuni possiamo solo dedurli o ipotizzarli in base alla pratica, senza contare che l’algoritmo di Big G è sempre in aggiornamento, oltre 500 volte all’anno!

Ad ogni modo, sperare di ottenere risultati solo dalla SEO On-page senza lavorare sulla costruzione di una rete di link esterni equivale a fare il lavoro a metà.

E non finisce qui: un’attività di link building fatta nel modo giusto contribuisce anche a costruire la reputazione del tuo brand sul web, che può tradursi in lead generation.

Come fare SEO Off-page

Esistono vari modi per fare SEO Off-page, alcuni più trasparenti e altri, purtroppo, meno.  

La filosofia SEO Meta Line punta all’utilizzo di tecniche di SEO white hat. Niente escamotage, niente trucchi, niente scorciatoie.

Come Roma non fu costruita in un giorno, nemmeno il tuo sito può finire in prima pagina su Google dall’oggi al domani. Ci vogliono tempo, metodo e costanza per avere risultati. L’utilizzo di tecniche SEO Off-Page scorrette aumenta il rischio di incorrere in penalizzazioni da parte di Google, che nella migliore delle ipotesi può farti perdere posizioni nel ranking, mentre nella peggiore può decidere di farti sparire dall’indice.

Eventualità che equivale alla dipartita digitale del tuo brand.

Certo potremmo prometterti che faremo schizzare il tuo sito al primo posto in prima pagina  o che ti faremo guadagnare una domain authority superlativa in men che non si dica, ma non sarebbe né veritiero né professionale, oltre che dannoso sul lungo periodo per il tuo business.

Dopotutto siamo angeli custodi, non maghi.

SEO e Content: binomio felice

Il principio è semplice: da una parte rendiamo il tuo sito SEO friendly, proprio come piace a Google. Dall’altra, facciamo in modo di creare una rete di collegamenti di qualità sul web, che porti traffico al sito nel modo più naturale possibile.

Ma ricorda: per una strategia SEO efficace occorrono contenuti di qualità. Ecco perchè SEO e Content vanno a braccetto.

L’ottimizzazione è inutile se non può poggiare su contenuti utili, interessanti e accattivanti per gli utenti; allo stesso tempo, un contenuto di qualità ha bisogno del supporto della SEO per arrivare al pubblico giusto sui canali giusti.

Soprattutto per i contenuti testuali, bisogna sempre ricordare che dobbiamo scrivere per piacere prima alle persone che ai motori di ricerca. Sono finiti i tempi in cui bastava piazzare keywords qua e là nel testo per scalare posizioni, ora la parola d’ordine è qualità e utilità.

Solo così puoi sperare di migliorare il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca e stabilire un rapporto di fiducia tra te e i prospect.

In conclusione, come avrai potuto constatare l’ottimizzazione SEO è un processo complesso che deve tenere conto sia di fattori altamente tecnici che di elementi più umani, ma che se fatto a dovere porta a risultati tangibili su più fronti: posizionamento, lead generation, brand awareness e web reputation del brand.

 

 

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Enrico Zottis

Enrico Zottis

CEO e Sales Manager. Formazione di tipo economico e background nel settore bancario, associa la passione per il web a quella per i numeri. Con un approccio analitico e uno sguardo sempre rivolto a nuove sfide, aiuta le aziende che si rivolgono a Meta Line attraverso lo sviluppo di modelli di business sostenibili e l’ideazione di strategie digitali personalizzate.