Nelle ultime settimane il web è diventato una preziosa risorsa per tutti, sotto diversi punti di vista: ci ha permesso di rimanere connessi con i nostri cari, di tenerci occupati con attività di formazione e di mantenere la continuità aziendale, grazie alle soluzioni di lavoro da remoto.

Ci sono poi quelle aziende che grazie all’ecommerce hanno potuto non solo contenere le perdite, ma addirittura incrementare il fatturato.

Come abbiamo visto anche nell’ articolo sull’impatto del coronavirus sul digitale, le ricerche per voci come “spesa online” sono drasticamente aumentate tra la fine di febbraio e la prima metà del mese di marzo, superando di un buon margine quelle per “supermercato”, fino a poco prima in testa. 

google trends ricerche per spesa online dal 21 febbraio al 13 marzo 2020

L’imposizione delle misure di distanziamento sociale e la chiusura temporanea di molte attività di commercio al dettaglio ha portato i consumatori a preferire altri canali di acquisto e ad incrementare il ricorso agli acquisti online.

Come affermato anche in una recente intervista rilasciata da Roberto Liscia, Presidente di Consorzio Netcomm, l’alimentare e il farmaceutico sono tra i settori che stanno beneficiando maggiormente di questo nuovo assetto, in alcuni casi con un incremento delle vendite del 100% rispetto all’anno precedente. Al contrario, settori come viaggi e fashion sono quelli che soffrono di più e che hanno visto un brusco calo nel fatturato.

Complice l’incremento degli acquisti online, sono sempre più coloro che esaltano l’ecommerce come la soluzione immediata per piccole e grandi realtà che si trovano ad affrontare un momento di crisi senza precedenti. 

Ma siamo sicuri che l’ecommerce sia davvero la soluzione immediata in questo momento? La risposta è sì e no.

Prima di dire che aprire un ecommerce è la soluzione a breve termine per reagire a questo particolare momento di crisi, noi pensiamo valga la pena soffermarsi a ragionare su alcuni fattori fondamentali:

Vediamo ciascuno nel dettaglio.

Il budget

Creare un ecommerce che venda e che non sia una semplice vetrina online significa creare una piattaforma che sia efficiente sia in termini di prestazioni che di esperienza utente. 

Ciò implica una particolare attenzione a elementi di natura grafica e strutturale che richiedono determinati stanziamenti di budget per portare a risultati di buon livello. 

Il primo fattore che incide è sicuramente la scelta della piattaforma, che va fatta in funzione delle dimensioni del catalogo e delle esigenze di personalizzazione. Gli shop online dal catalogo non eccessivamente vasto possono utilizzare WooCommerce, mentre negozi con diverse migliaia di prodotti ed esigenze di personalizzazione più alte si troveranno meglio con Magento. La scelta della piattaforma si accompagna anche alla scelta di un server adatto per ospitare il sito e gestire il flusso di richieste, oltre al supporto IT in grado di intervenire tempestivamente su eventuali criticità. Ci sono poi piattaforme all-in-one come Shopify che permettono di accorciare un po’ i tempi e di risolvere le questioni sistemistiche.

Il secondo fattore che incide sul budget è invece quello relativo alle attività di promozione dell’ecommerce: in primis un piano di ottimizzazione SEO per ecommerce, vitale per intercettare le ricerche degli utenti e attirare traffico in target da organico; seguono poi le varie attività di paid advertising su motori di ricerca e social media, che permettono di creare campagne pubblicitarie su segmenti di pubblico altamente mirati e segmentati per caratteristiche demografiche, area geografica e interessi. Non dimentichiamo poi tutte le attività legate alla comunicazione: creazione di contenuti per i canali social, gestione della community, attività di email marketing e customer care online.

Il brand

Avere un negozio online è diverso dall’avere un brand: essere un marchio riconosciuto per determinate qualità, valori e caratteristiche è essenziale per essere competitivi sul mercato e riuscire a rimanere impressi nella mente delle persone, soprattutto se andiamo a competere con nomi ben più blasonati.

In assenza di un budget consistente, realtà tradizionali che decidono di lanciarsi con uno shop virtuale possono partire avvantaggiate se hanno già un brand affermato e un pubblico affezionato e coinvolto. Quindi se avete già una nutrita e attiva community sui social possiamo pensare più facilmente a risultati nel breve periodo anche senza grandi investimenti in promozione.

Se poi osserviamo la questione brand in prospettiva attuale, questo assume un ruolo ancor più preponderante: gli episodi di sciacallaggio online fanno sì che il consumatore tenda a preferire marchi che conosce o che comunque riescono a trasmettergli fiducia. 

Ecco che diventa quindi fondamentale costruire e diffondere il brand online (e offline) grazie ad una strategia di comunicazione in chiave inbound marketing, che permette di farsi conoscere e trovare dal pubblico di riferimento. 

Questo sia sui canali proprietari come sito web, blog aziendale e social media, sia sui canali esterni, grazie ad attività di digital PR e relazioni con i media che amplificano il brand e aiutano a farlo conoscere anche attraverso una voce esterna all’azienda. 

Il mercato

La scelta di aprire un ecommerce richiede anche un’attenta valutazione del mercato di riferimento e dei competitor. Ecco alcune domande da porsi: mi rivolgo ad una nicchia particolare? I miei concorrenti principali sono i grandi player del commercio online come Amazon ed Ebay? Se sì, che cosa posso offrire di diverso che porti le persone a scegliere di acquistare da me e non da loro?

Valutare con oggettività la propria offerta in funzione dell’ambiente di mercato in cui si dovrà competere è fondamentale per evitare di imbarcarsi in un progetto destinato a fallire. Se la nostra offerta non mira a risolvere un problema specifico o a soddisfare una esigenza particolare, se non possiamo competere sul prezzo o sulla differenziazione, aprire un ecommerce potrebbe non essere la soluzione più adatta al caso nostro.

La logistica per ecommerce

Ultimo ma non per importanza, l’organizzazione degli aspetti logistici. Aprire un ecommerce significa anche dover gestire tutti gli aspetti relativi a magazzino e spedizione: gestione degli stock, controllo delle giacenze, approvvigionamento, imballaggio, gestione dei resi e così via.

Se partiamo da un negozio fisico con un magazzino in-house occorrerà capire come organizzare la gestione degli ordini ricevuti e a quale corriere affidarsi per garantire un servizio di spedizione rapido ed efficiente. Nel caso in cui invece partissimo da zero, dobbiamo capire innanzitutto se optare per la gestione diretta o indiretta del magazzino. Se la gestione diretta richiede spazi adeguati per lo stoccaggio della merce e organizzazione di tutti gli aspetti relativi a organizzazione delle spedizioni, la gestione indiretta significa affidarsi a un partner logistico che si occupi della gestione del magazzino e delle spedizioni al posto nostro. In questo caso sarà quindi importante scegliere bene il partner giusto che garantisca puntualità, trasparenza ed efficienza nella gestione degli ordini del nostro ecommerce, soprattutto in funzione dell’incremento del volume degli acquisti che mette alla prova tutta la filiera dell’ecommerce.

La filiera del commercio elettronico è una filiera molto complessa. Come consumatori i principali punti di contatto sono il negozio online e il corriere che ci consegna l’ordine, ma dietro ci sono molti altri elementi coinvolti: magazzini, approvvigionamenti, fornitori e produttori di materie prime, senza dimenticare tutti gli operatori che lavorano nel dietro le quinte per garantire velocità e accuratezza nell’evasione degli ordini.

Ricapitolando

Aprire un ecommerce in questo momento può essere utile per chi:

  • ha disponibilità di budget da investire in realizzazione e marketing per ecommerce;
  • ha un brand già abbastanza conosciuto e che gode di un buon seguito di pubblico, pur non essendo una grande realtà;
  • opera in una specifica nicchia di settore dove la competizione è limitata o può competere in termini di prezzo e/o differenziazione;
  • è in grado di gestire tutti gli aspetti pratici riguardanti la gestione di ordini e spedizioni, in modo da garantire un’esperienza d’acquisto fluida per il consumatore ed efficiente in termini logistici.

Dalla creazione del sito alla gestione degli aspetti logistici, aprire un ecommerce richiede un approccio strategico e un’attenta analisi per far sì che il nostro negozio online sia non solo funzionale al brand e agli obiettivi di business, ma anche modellato sulle esigenze del nostro cliente e sulle sue aspettative.

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