Il 2020 è iniziato con una novità importante per gli utilizzatori di Windows: lo scorso 14 gennaio 2020 è infatti terminato il supporto al sistema operativo Windows 7. Dopo dieci anni dal suo lancio, avvenuto il 22 ottobre 2009, Windows 7 si avvia così verso il tramonto a favore di sistemi operativi più recenti come Windows 10.

Ciononostante, come riportano i dati di StatCounter, Windows 7 rimane ancora il secondo sistema operativo più utilizzato al mondo, implementato su circa il 25% dei computer, cioè quasi 1 pc su 4.  

Ma cosa comporta la fine del supporto a Windows 7?

Come affermato dallo stesso supporto Microsoft, innanzitutto è bene chiarire che Windows 7 funzionerà ancora sui pc che lo installano, ma non saranno più disponibili:

  • Supporto tecnico per eventuali problemi
  • Aggiornamenti software
  • Aggiornamenti di sicurezza o correzioni

Questo significa che eventuali falle nel sistema che non sono state ancora scoperte o che sono state scoperte e non ancora segnalate, non saranno più corrette attraverso l’utilizzo di Patch. Questo, nell’arco di poco tempo, renderà il sistema esposto ad attacchi che possono compromettere sia la stabilità del software sia, più probabile, l’acquisizione di dati presenti sul PC, siano essi indirizzi di posta che veri e propri dati.

Per le aziende che non hanno ancora fatto il passaggio ad un sistema operativo più evoluto, Windows propone un programma di estensione del supporto (ESU) fino al 2023, che permette di continuare a ricevere gli aggiornamenti di sicurezza per le versioni Windows 7 Pro ed Enterprise, a fronte però di un cospicuo abbonamento annuale che raddoppia di anno in anno

Di seguito i prezzi dichiarati:

  1. Gennaio 2020 – Gennaio 2021: $ 50 a dispositivo per Windows 7 Pro, $ 25 per la versione Enterprise;
  2. Gennaio 2021 – Gennaio 2022: $ 100 a dispositivo per Windows 7 Pro, $ 50 per la versione Enterprise;
  3. Gennaio 2022 – Gennaio 2023: $ 200 a dispositivo per Windows 7 Pro, $ 100 per la versione Enterprise.

Browser e antivirus 

Google ha annunciato che Chrome sarà supportato su Windows 7 fino a luglio 2021, facilitando così il passaggio agli utenti. È probabile che ciò si applichi anche a Edge Chromium, nuova versione del browser di casa Microsoft che va a sostituire il precedente Edge (e l’ormai defunto Internet Explorer). Questo significa che chi utilizza Chrome su Windows 7 potrò ancora navigare in relativa sicurezza per circa un anno e mezzo.

Per quanto riguarda la questione antivirus, invece, secondo l’indagine condotta da AV-Test molti produttori di antivirus continueranno a supportare Windows 7 per almeno altri due anni. 

Possiamo tirare un sospiro di sollievo quindi? Non proprio.

Se per i privati questo può bastare, per le aziende subentrano altre criticità nel continuare a utilizzare Windows 7. Vediamole di seguito.

Fine del supporto per Windows 7 e GDPR: attenzione ai dati

Non si può parlare di sicurezza informatica riferita alle aziende senza citare il GDPR, il Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali entrato in vigore il 25 maggio 2018. 

La normativa, oltre ad imporre alle aziende limiti e obblighi di trasparenza in fase di raccolta, sancisce anche importanti obblighi in fatto di protezione dei dati. Ogni azienda deve poter dimostrare di aver messo in atto tutte le misure necessarie per evitare casi di data breach o data leak, cioè la violazione dei database o l’esposizione involontaria dei dati. 


 Da leggere: Come essere in regola con il GDPR: perché la firma non basta


Continuare ad utilizzare Windows 7 nei pc aziendali anche dopo la fine del supporto significa esporre i dati raccolti a potenziali rischi e contravvenire al principio di privacy by design sancito dal GDPR. Infatti, secondo questo principio, le misure di tutela del dato vanno contemplate come parte dei sistemi e processi aziendali sin dall’inizio, per evitare scenari negativi prevedibili.

Continuare ad utilizzare Windows 7 anche dopo la fine del supporto diventa quindi poco raccomandabile se non si vogliono rischiare potenziali minacce ai dati in proprio possesso e le sanzioni che ne derivano in caso di attacchi informatici o perdite dei dati stessi. 

Cosa fare se utilizzi ancora Windows 7

Alla luce di quanto visto fino ad ora, se hai un’azienda o un’attività in proprio e utilizzi ancora il sistema operativo Windows 7, rimangono quattro opzioni:

  • continuare a usare il pc senza aggiornamenti (sconsigliato)
  • sottoscrivere un servizio di supporto esteso 
  • fare l’upgrade a Windows 10
  • cambiare PC e sostituirli con macchine più recenti che hanno nativamente Windows 10 come sistema operativo

Se la prima soluzione è fortemente sconsigliata e la seconda può essere contemplata nel caso si utilizzino software non compatibili con Windows 10, appare chiaro come la soluzione migliore sia acquistare la licenza per Windows 10 o direttamente dei PC nuovi. 

La sicurezza delle reti informatiche aziendali è la base per operare nel rispetto dei dati dei tuoi clienti e delle leggi vigenti, lavorare in sicurezza e limitare le possibilità di attacchi informatici che, oltre a minacciare seriamente la sicurezza dei tuoi pc, potrebbero causare danni di immagine ed economici qualora vi sia un fermo macchina.

Se hai bisogno di supporto IT per mettere in sicurezza i tuoi pc o fare il passaggio da Windows 7 ad un altro sistema operativo, contattaci. Il nostro specialista IT è a disposizione per aiutarti.

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