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3 motivi per cui il tuo blog non converte abbastanza

Pubblicato da Marco Ronco il 3-ott-2018 16.33.57 in CRO

Hai deciso di avviare un sito web, ma dopo un po’ di mesi ancora non riesci a fare numeri interessanti? Non ti arriva nessun lead e men che meno arrivano gli acquisti, anzi, hai riscontrato che il tempo di permanenza medio sulle pagine non va oltre i 30 secondi? 

Eppure hai fatto una selezione accurata dei materiali e degli argomenti da trattare, programmandoli uno ad uno con molta attenzione. Com’è possibile?

Non serve sbattere la testa contro il muro o pensare che tutti sono fortunati, tranne te che non riesci a fare decollare un canale su cui hai investito tempo, denaro ed energie.

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Da buon imprenditore quale sei, saprai bene che, quando un progetto non porta i risultati sperati, bisogna fermarsi un attimo, analizzare il tutto e cercare di capire cosa ha causato l’intoppo e soprattutto dove questo si è verificato. Questo lo puoi fare solo sedendoti a tavolino e ragionando con il tuo team di lavoro. Se proprio non sai da dove cominciare e su quali aspetti concentrare la tua analisi, questo articolo ti darà degli spunti utili da cui partire.

Andiamo, quindi, a vedere quali sono le 3 cause più comuni che portano un blog a non convertire abbastanza.

1. Hai impostato degli obiettivi ben definiti?

Non confondere le conversioni con gli acquisti. La conversione può assumere diverse forme, a seconda dell’obiettivo che ci si pone. Più questo è specifico, raggiungibile e misurabile, più sei in grado di giudicare oggettivamente (senza affidarti a percezioni o valutazioni emozionali, errore da non commettere mai) se il tuo blog porta i suoi frutti oppure no.

Ecco degli esempi di obiettivi specifici, raggiungibili e misurabili:

  • 30 iscritti alla newsletter entro 3 mesi
  • 10 PDF (smart content) scaricati nell’arco di 1 mese
  • 50 richieste di contatto grazie al form di contatto presente sul blog

Come vedi la conversione intesa come vendita diretta è solo una delle possibilità, nonché l’ultimo stadio di quello che chiamiamo buyer’s journey.

2. Hai studiato il rapporto tra contenuti e buyer’s journey?

Buyer’s journey: questo aspetto merita tutta la tua attenzione, perché conoscerlo ti aprirà gli occhi. Sarebbe ingenuo, infatti, pensare che il tuo sito possa sopravvivere senza cercare di capire in quale punto del processo d’acquisto si trova il potenziale cliente quando incappa in uno dei tuoi articoli!

Pensaci: se una persona entra per la prima volta in uno dei tuoi articoli, trovi che sia una buona mossa proporle un contenuto mirato alla vendita o alla presentazione di un prodotto o servizio? Prima di venderle qualcosa penserai a farle conoscere la tua i tuoi valori e i problemi che sei in grado di risolvere. Ad informarla su un possibile bisogno evidente o latente che può avere.

Per ogni fase di questo viaggio che l’utente compie prima di trasformarsi in cliente, devi prevedere dei contenuti diversi, come ci insegna anche Hubspot:

 

 

Come puoi osservare da questa infografica, prima di arrivare alla fase decisionale (acquisto) l’utente deve conoscerti e interessarsi a quello che fai. E per appassionarsi alla tua azienda deve capire che i contenuti che proponi sono davvero utili, perché in qualche modo gli migliorano la vita.

Per questo ciò che pubblichi dev’essere strategico e accattivante allo stesso tempo, meglio ancora se dotato di call-to-action posizionate in diversi punti della pagina (non solo a fine articolo, per intenderci).

Ci rendiamo conto che questo non è un terreno adatto a chi vuole vincere facile: la fiducia degli utenti va conquistata con tanta analisi e contenuti di vero valore. Contenuti che tu stesso leggeresti!

Per arrivare a questo, ti consigliamo di ripensare il piano editoriale del tuo blog in funzione del buyer’s journey.

3. Hai puntato su un layout personalizzato?

Scegliere una grafica standard solo per andare al risparmio non è mai una buona scelta, soprattutto se stiamo parlando di un blog aziendale, lo spazio in cui la tua azienda può far sentire la sua voce! La piattaforma non può non rispecchiare la brand identity, sia nella comunicazione scritta sia in quella visuale. Ecco perché ti consigliamo di scegliere sempre e solo dei temi custom per il tuo blog, che lasciano spazio alla personalizzazione e ti permettono di valorizzare i contenuti presenti, senza contare i numerosi miglioramenti che portano a livello di performance del sito.

Questi sono solo 3 dei macro motivi per cui il tuo blog non funziona come vorresti. Ora la palla passa a te! Porta avanti uno studio approfondito del tuo target e concentrati sulle varie fasi del buyer’s journey. E punta sempre su contenuti di altissima qualità, che richiedono tempo ma portano anche molta soddisfazione (e conversioni!).

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